Ho cancellato tutti i post precedenti...
Da oggi si tira una riga, nera e decisa, sul passato.
Molte cose sono cambiate. La rabbia è passata, ora sono solo deluso.
Una delusione che nasce dal profondo, difficile da cancellare, perchè è difficile anche dirlo a se stessi: "non posso più fidarmi di loro".
Loro...
Persone che ti sono state vicine per anni, con le quali hai condiviso tutto: compleanni, vacanze, partite di pallone, matrimoni, persino morti.
Sentirsi dentro come quel maledetto venerdì, quando insieme salutammo uno di noi che all'improvviso, in piena notte, si era addormentato per sempre.
Loro...
Chi?
Un anno di inferno, passato a cercare di farmi capire, a lanciare messaggi, a sbottare qualche volta solo per cercare finalmente di farmi ascoltare...
Nulla...
Di fronte alle evidenze, di fronte al disagio.. nulla. Nessuna risposta tranne un "io non capisco, per me va tutto bene" e una bella scrollata di spalle. Un po' come dire: "i problemi sono tuoi".
Se c'è una cosa che odio dal profondo è l'egoismo, unito all'arroganza di chi parla sempre dal pulpito.. predicando bene e razzolando male, intendiamoci. Persone che ti dicono: "se hai bisogno chiamami", poi li chiami una volta e sembra che per loro la tua chiamata sia un fastidio, così non li chiami più. Ipocrisia allo stato puro, tradimento dell'amicizia, e della fiducia che ne sta alla base.
Così mese dopo mese porti a casuccia il tuo sacchettino di merda del venerdì e del sabato... condito da una sana arrabbiatura che pian piano non riesci più a contenere... esplodendo nel momento sbagliato. Urlando con tutto e tutti, indistintamente.
La decisione alla fine è una sola, si molla tutto. E' preferibile buttare via il tempo libero stando a casa, anche a far nulla, piuttosto che farsi il sangue marcio ogni fine settimana.
L'amarezza, a due settimane e più di distanza, non se n'è ancora andata.
Ma almeno sono sereno e in pace con me stesso.
E oggi resettiamo anche questo posto.
Il nome di questo angolo assume un senso nuovo. Un mattone in meno, un mattone in più...
E nella testa continuano a sbattermi le parole dei Negrita: "Tra una botta che prendo e una botta che do / tra un amico che perdo e un amico che avrò / e se cado una volta una volta cadrò / e da terra da li mi alzerò"...
Da oggi si tira una riga, nera e decisa, sul passato.
Molte cose sono cambiate. La rabbia è passata, ora sono solo deluso.
Una delusione che nasce dal profondo, difficile da cancellare, perchè è difficile anche dirlo a se stessi: "non posso più fidarmi di loro".
Loro...
Persone che ti sono state vicine per anni, con le quali hai condiviso tutto: compleanni, vacanze, partite di pallone, matrimoni, persino morti.
Sentirsi dentro come quel maledetto venerdì, quando insieme salutammo uno di noi che all'improvviso, in piena notte, si era addormentato per sempre.
Loro...
Chi?
Un anno di inferno, passato a cercare di farmi capire, a lanciare messaggi, a sbottare qualche volta solo per cercare finalmente di farmi ascoltare...
Nulla...
Di fronte alle evidenze, di fronte al disagio.. nulla. Nessuna risposta tranne un "io non capisco, per me va tutto bene" e una bella scrollata di spalle. Un po' come dire: "i problemi sono tuoi".
Se c'è una cosa che odio dal profondo è l'egoismo, unito all'arroganza di chi parla sempre dal pulpito.. predicando bene e razzolando male, intendiamoci. Persone che ti dicono: "se hai bisogno chiamami", poi li chiami una volta e sembra che per loro la tua chiamata sia un fastidio, così non li chiami più. Ipocrisia allo stato puro, tradimento dell'amicizia, e della fiducia che ne sta alla base.
Così mese dopo mese porti a casuccia il tuo sacchettino di merda del venerdì e del sabato... condito da una sana arrabbiatura che pian piano non riesci più a contenere... esplodendo nel momento sbagliato. Urlando con tutto e tutti, indistintamente.
La decisione alla fine è una sola, si molla tutto. E' preferibile buttare via il tempo libero stando a casa, anche a far nulla, piuttosto che farsi il sangue marcio ogni fine settimana.
L'amarezza, a due settimane e più di distanza, non se n'è ancora andata.
Ma almeno sono sereno e in pace con me stesso.
E oggi resettiamo anche questo posto.
Il nome di questo angolo assume un senso nuovo. Un mattone in meno, un mattone in più...
E nella testa continuano a sbattermi le parole dei Negrita: "Tra una botta che prendo e una botta che do / tra un amico che perdo e un amico che avrò / e se cado una volta una volta cadrò / e da terra da li mi alzerò"...
1 commento:
sono qui. e lascio la firma. e sottoscrivo tutto ciò che hai espresso. ti voglio bene!
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